“Per mille volte cercò gli occhi di lei, e per mille volte lei trovò i suoi. Era una specie di triste danza, segreta e impotente.”
— Alessandro Baricco, Seta. (via thereasonformeisyou)
20 • Italy •📍Rome
“Per mille volte cercò gli occhi di lei, e per mille volte lei trovò i suoi. Era una specie di triste danza, segreta e impotente.”
— Alessandro Baricco, Seta. (via thereasonformeisyou)
Io mi fido di chi non ha mai tempo ma lo trova per me.
“Anche solo immaginare il tuo modo di parlare mi calma. E mi rende felice. Mi scorre nel corpo come una medicina, facendoti gorgogliare dentro di me. Non smettere. Non smettere mai.”
— David Grossman
Come quando mentre camminiamo all’improvviso mi prendi, mi fai fare una giravolta e poi mi baci. O quando se c’è un po’ di musica iniziamo a ballare e ridiamo come pazzi, come se Roma fosse solo nostra e le persone tutte intorno non esistessero.
Piena di te.
Ero sopra di te, ieri notte, mi hai fatto comandare il gioco, anche se per pochi minuti. È stato strano, eccitante, poter essere io al comando di tutto, decidere i movimenti, scegliere la cadenza del ritmo. Ti ho cavalcato, come ha detto la guerriera al guerriero ieri sera, in quel telefilm. Mi sono sentita potente, con le sorti del tuo godimento tra le mani, tra le cosce.
Avevo le tue mani sul culo, lo stringevi, accompagnavi i movimenti dei miei fianchi e mi spingevi contro di te. Ero piena, completamente, e tu mi guardavi, con gli occhi pieni di passione, mentre io impazzivo, cercavo di non urlare per non svegliare tutti, soffocavo le urla trasformandole in gremiti e guaiti, e tu mi chiedevi di urlare, non ti importava degli altri.
Sentivo le cosce bagnate, strofinare sul tuo ventre. Gli occhi mi si inumidivano di lacrime, per il piacere. Mi mordevo le labbra, le mordevo a te. Buttavo indietro la testa, mi tiravi i capelli.
Mi torturavi il seno, mi volevi fare male, perché lo sai che mi fa impazzire.
La stanza ormai era pregna dell'odore del sesso, quando mi hai messa a gattoni davanti a te e mi hai presa, senza preavviso. Le mani sul collo, che mi tevano ferma. Una mia mano tra le mie cosce ed una a stringere le lenzuola. La bocca schiacciata contro le coperte, che le mordeva.
Ormai ero al limite, dopo gli orgasmi multipli, dopo le urla ed il sudore.
Ti sei svuotato dentro di me, come non facevi da tempo. Ho sentito un calore che conoscevo, che mi mancava, attraversarmi il corpo, la mente. Mi tremavano le gambe.
Mi guardavi sorridendo, soddisfatto, ed io ti guardavo distrutta, sorridendo, più che soddisfatta, piena ancora di te.
“Avrò un carattere da far schifo, mi posso far odiare in meno di un secondo, ma so darti tutto il cuore se lo apprezzi.”
— Laragazzacolcuorefragile.
“Non devi mettere troppa vita nella vita. Sei una trave sottile, non possono venire a ballare tutti nella tua testa. Lascia che molte cose non accadano, rinuncia, astieniti sii grato a chi non ti pensa, a chi non ti chiede nulla. La vita non è un budello da riempire, e la sua bellezza non è neppure conservarla, restaurarla. Dunque da ora, senza altri indugi, non avere più nessuna impazienza: tutto quello che accade ha una ragione, tu sogna, dimentica, fiorisci, piangi, fai le tue cose ma non farle per te, farle per il mondo che è vivo assieme a te, pensa al cielo, alla terra, all'aria, non staccarti mai dalla natura: il frutto staccato dall'albero diventa cieco.”
— Franco Arminio, Poesia del sette novembre (via leombredipersefone)
